Ma potrebbe appartenere a qualsivoglia etnia o nazionalità. L'elemento esotico è solo accidentale, accessorio.
Quel che conta è il silenzio. Il silenzio di un'anonima stanza di un altrettanto anonimo ufficio distrettuale, forse statunitense
, forse europeo. Non conta.
Un silenzio metropolitano. Da lontano giungono echi di sirene in fase di allarme, lontane richieste di aiuto nell'oltraggio urbano fatto di solitudini.
Fuori piove, una pioggia continua,sporca e notturna.
L'uomo è nella stanza da qualche ora. Pensa sogghignando che non potranno mai incastrarlo, non ci sono prove, solo indizi circostanziali. Non possono sapere. Non saprebbero capire.
Ma lo psichiatra sa. Entra tranquillo. Lo mette a suo agio. Pone le domande giuste. Condivide la sua frustrazione.
Sono cattive. Lo hanno sempre maltrattato. Lo psichiatra sa.
E non è più un medico. E' un giovane uomo che soffre come lui. Anch'egli ha subito. Come lui.
Sa.
E allora urla. Tutto il suo odio. E la sua vendetta rituale. Urla. Tutto.
Lo psichiatra ridiventa psichiatra.Si alza. Lo guarda.
Entrano gli altri.
Fuori continua a piovere.
Questa notte
silente
annulla le distanze
dello spazio.
Questa notte dimenticata
cancella
proiettando in lei
l'angoscia
sconosciuta.
Questa notte
ferisce il tempo.
(To Dylan Thomas)

E non a me.
Nessuna ricompensa
o autoesaltazione
ma ciò che è oltre me
ciò che supera gli abissi
e il resto dell'infinito
Non a me
Non a noi.


Fulgore di lampi
abbacinanti
urla del pensiero
lungo percorsi atavici
su cime inesplorate
di monti primordiali.
Brughiere lontane,
colline silenziose
scambio di colori
creati dalla luce.
